Vedutismo: il movimento pittorico del 1700 che ha fatto da precursore alla Fotografia come la conosciamo oggi 

Articolo scritto in collaborazione con barbieriantiquariato.it

In un’epoca lontana, quando l’arte era in divenire al passo con le “innovazioni” che stavano investendo, positivamente, la vita e l’arte di molti pittori, scultori ed intellettuali, un movimento pittorico prende piede in modo spontaneo e naturale, quasi a volersi classificare come il simbolo di una nuova era dell’arte.

Nel 1700 le città stavano vivendo un momento alquanto florido, dal punto di vista economico; c’erano nuovi edifici in costruzione e le città Italiane come Venezia e quelle internazionali come Londra, vedevano cambiare e modificare il loro paesaggio.

Gli intellettuali dell’epoca restavano affascinati da tanti cambiamenti, e sebbene fossero proprio dinanzi ai loro occhi, volevano di più; ecco perché il periodo del quale vi sto per raccontare è divenuto un movimento artistico acclamato e ben voluto dalla borghesia cittadina dell’epoca.

Stiamo parlando del Vedutismo, un genere pittorico il cui scopo è quello di ritrarre paesaggi e città prese dal vero.

Cosa vuol dire “prendere dal vero” un paesaggio o una città?

Attualmente noi quando vogliamo prendere dal vivo un movimento, un’azione o semplicemente la bellezza di un palazzo, ci accingiamo a fotografare il soggetto in questione.

Nel ‘700, chiaramente, questa possibilità non c’era e di conseguenza nacquero i Vedutisti, ovvero artisti il cui scopo era ritrarre dettagliatamente il paesaggio su tela.

Vedutismo: il movimento pittorico, precursore di un cambiamento artistico di rilevanza internazionale

A rendere caratteristico questo movimento era l’osservazione delle “vedute” della città, in un certo qual senso era una forma d’arte molto improntata su di un concetto di “restauro”continuo del dipinto.

I pittori erano infatti costretti ad utilizzare la camera ottica per poter lavorare sul loro dipinto, restaurando appunto, di volta in volta, il loro soggetto.

La camera ottica era una scatola dentro la quale erano inseriti degli specchi. Il pittore osservava l’immagine riflessa del paesaggio dinanzi a lui e operava una prima bozza, che successivamente era soggetta ad una forma di perfezionamento. La caratteristica principale della camera ottica, era che i soggetti o i paesaggi, erano messi molto a fuoco.

Oggi la camera oscura originale utilizzata da Canaletto e Bellotti, pittori noti dell’epoca, si trova al Museo Correr di Venezia.

Il vedutismo, per quanto il suo obiettivo fosse quello di riprendere i soggetti e i panorami naturali, è un movimento che richiede una precisione estrema nel ritrarre i dettagli. Il pittore era infatti, costretto a modificare continuamente la sua bozza, fino a quando non era stato capace di ritrarre alla perfezione ciò che gli specchi riflettevano.

Perché il vedutismo ebbe successo?

Il vedutismo fu un genere pittorico di grande successo, molto acclamato soprattutto a Venezia, l’eterna città dell’arte per eccellenza, perché era capace di regalare a colui che osservava il quadro, una riproduzione assolutamente fedele della veduta reale della natura o della città ritratta nel dipinto.

Gli intellettuali del ‘700 amavano questa nuova forma d’arte, in quanto galvanizzati dal fenomeno di cambiamento che li stava contornando, erano assolutamente lieti di avere una testimonianza fisica di questo momento storico. I loro racconti e le loro tesi erano sicuramente avvalorati da questi dipinti vedutisti.

Un altro motivo che aveva portato alla gloria questo movimento pittorico del 1700, era che i dipinti erano considerati un modo, per coloro che non avevano una grande disponibilità economica all’epoca, di poter viaggiare con la fantasia.

L’idea che le rappresentazioni pittoriche fossero così fedeli alla realtà, davano l’illusione di poter visitare quel luogo semplicemente osservando il quadro.

Il massimo esponente, in Italia, del Vedutismo è Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, che a seguito di un periodo Romano, tornato a Venezia, prese contatti con i primi vedutisti dell’epoca.

Si innamorò di questo movimento pittorico e cominciò a farlo suo, divenendo uno dei maggiori precursori di questo cambiamento artistico che stava coinvolgendo il mondo della pittura.

La vera difficoltà del Vedutismo era riuscire ad essere assolutamente perfetti nel riportare i paesaggi, i veri protagonisti del quadro. Il movimento pittorico, si distingue in due filoni artistici:

  • Capriccio: appartenevano a questo filone, coloro che desideravano perseguire il vedutismo con una visione personale, più vicina alla fantasia e meno alla realtà. Fanno parte di questo filone, tutte le opere del vedutismo che hanno all’interno dei loro dipinti dei dettagli di fantasia non corrispondenti a realtà;
  • Veduta realistica: appartengono a questa categoria, tutti gli artisti che invece preferivano realizzare una corrispondenza reale del paesaggio dinanzi ai loro occhi.

La vera svolta di questo movimento pittorico fu data dal cambiamento dei soggetti che venivano rappresentati dagli artisti, i quali adoravano dipingere la natura e la città: erano gli unici protagonisti dei quadri del vedutismo.

Parliamo di un periodo molto vantaggioso per le città dell’epoca che stavano cominciando ad approcciarsi, forse, ad un’ottica più consumistica e meno naturalistica. I pittori, gli intellettuali ne erano seriamente affascinati.

Oggi possiamo dire che il Vedutismo, con il suo utilizzo della camera ottica, sia stato un movimento pittorico che ha anticipato l’utilizzo della fotografia. Come tutte le grandi innovazioni anche questa si è rivelata tale negli anni successivi, ma allora fu comunque considerato un simbolo importante di una società sempre più proiettata verso il moderno.

Fino ad Agosto 2018 è possibile ammirare le celebri opere dell’artista Canaletto presso Palazzo Braschi di Roma in occasione dei 250 anni di fama artistica, del noto pittore Veneziano.