Patentino fitosanitario: che cos’è e come ottenerlo

prodotti fitosanitari guida utilePatentino fitosanitario, ecco tutte le informazioni in merito

Il patentino fitosanitario è un certificato di abilitazione all’utilizzo, impiego, manipolazione e smaltimento di prodotti fitosanitari a fini professionali. In parole semplici permette di acquistare agrofarmaci e fitofarmaci classificati come prodotti tossici e nocivi. Consente inoltre di manipolare qualsiasi prodotto fitosanitario classificato come “ad uso professionale”, indipendentemente dalla vecchia classificazione.

 

Quando è obbligatorio e quando non lo è?

Il decreto interministeriale 150/12 impone aggiornamenti costanti ed una capillare informazione da parte di tutti coloro che intendono utilizzare prodotti fitosanitari. Questa iniziativa nasce dall’esigenza di ridurre esponenzialmente i rischi legati ad uno spropositato utilizzo di questi prodotti.

Il patentino diviene quindi indispensabile per l’acquisto e l’utilizzo di fitofarmaci ad uso professionale, indipendentemente dalla sua classificazione.

Non si rivela essere obbligatorio per coloro che comprano prodotti indicati come PFnPE e PFnPO (rispettivamente acronimo di prodotti fitosanitari ad utilizzo non professionale per piante ornamentali e prodotti fitosanitari ad uso non professionale per piante edibili).

A partire dal 2 maggio del 2018 sono ammessi per uso non professionale esclusivamente i fitofarmaci che non rientrano tra quelli pericolosi per la salute umana.

A partire dal 2 novembre 2018 non è più ammessa la compra-vendita di fitofarmaci da diluire in acqua in quantità compresa tra 500 e 1000 ml. Per la stessa restrizione è fissata una scadenza di 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto interministeriale.

La legge prevede inoltre che, l’etichetta del prodotto debba riportare il nome commerciale dello stesso con accanto l’indicazione PFnPE o PFnPO al fine di distinguerli facilmente.

 

Come si ottiene il patentino?

Per prendere il patentino è necessario frequentare un corso formativo e sostenere un esame. Il corso prevede la frequenza obbligatoria al 100% ma è consigliabile al fine di prepararsi al meglio alla verifica finale. Sono esonerate solo ed esclusivamente le persone in possesso di un diploma o laurea da perito agrario oppure in discipline ambientali, biologiche, forestali, farmaceutiche, mediche, veterinarie o naturali.

La durata del corso è di 20 ore (la frequenza è obbligatoria al 75%) ed è organizzato da enti di formazione accreditati. Al suo termine gli iscritti dovranno sostenere un esame prima di ottenere il rilascio del patentino.

L’iter burocratico, però, prevede che sia l’esaminando stesso a dover presentare la domanda per il rilascio del documento presso gli uffici competenti allegando la documentazione ottenuta a fine corso, due fototessere, il codice fiscale, un documento di riconoscimento in corso di validità e due marche da bollo da 16 euro ciascuna.

Il termine entro il quale l’ente rilascerà il patentino è di 30 giorni. La sua durata sarà poi di 5 anni.

A scadenza sarà sufficiente presentare la domanda di rinnovo e partecipare ad un corso di aggiornamento di 12 ore. Al suo termine non è previsto alcun esame di verifica delle competenze apprese ma, solo l’attestato di frequenza rilasciato dall’ente stesso.

Quanto costa il corso?

Il corso per il rilascio del patentino dei fitofarmaci può essere a pagamento oppure gratuito, a totale discrezione dell’ente organizzatore. In linea di massima, quelli a pagamento, oscillano tra i 90 ed i 150 euro, a cui si dovranno sommare i 16 euro per le marche da bollo da allegare alla domanda di rilascio dell’attestato.

Chi organizza i corsi?

In ciascuna regione vi sono organi preposti al rilascio del patentino in questione. Chi non ha i riferimenti necessari può rivolgersi alla Federazione Coldiretti della propria regione di residenza. Loro stessi, spesso, organizzano corsi gratuiti, ossia che prevedono solo ed esclusivamente l’acquisto delle marche da bollo.

Quali tematiche si affrontano?

Tra le materie trattate vi sono:

– la gestione dei prodotti fitosanitari,

– i pericoli annessi al loro utilizzo,

– leggi in tema di prodotti fitosanitari ed aggiornamenti,

– produzione integrata per ridurre al minimo l’impiego di prodotti altamente nocivi per la salute umana.