La Norma, l’opera in due atti di Vincenzo Bellini

La Norma consiste in un’opera in due atti, composta dal compositore italiano Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani.

La Norma di Bellini è un lavoro che affonda le sue radici dall’opera Norma, ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet. Tragedia lirica in due atti, ma spesso divisa in quattro, la Norma venne composta da Vincenzo Bellini in meno di tre mesi.Il soggetto della Norma è ambientato nelle Gallie: siamo al tempo dell’antica Roma.

Nell’antefatto dell’opera, la sacerdotessa Norma è l’amante segreta del proconsole romano Pollione, con il quale ha avuto due figli, cosa che nessuno sa. tranne la fedele Clotilde che li custodisce.

Nel primo atto della Norma il proconsole Pollione confessa all’amico Flavio di amare una novizia del tempio, Adalgisa, e di voler abbandonare Norma. Ma Adalgisa, che si sente colpevole per aver violato il giuramento di castità, va a chiedere consiglio alla sacerdotessa Norma, la quale decide di liberarla dai voti. A quel punto Norma chiede alla giovane quale sia il nome dell’amato, e quando viene a sapere che si tratta dell’amante Pollione, adirata, svela tutto ad Adalgisa la quale disgustata respinge Pollione.

Nel secondo atto Norma, che si sente umiliata e tradita, è decisa ad uccidere i suoi figli.
Tuttavia non riesce a compiere un gesto così terribile, fermata dall’amore materno, e quindi opta per togliersi la vita. Convoca Adalgisa, le chiede di crescere i suoi figli, di sposare Pollione e andare a vivere a Roma. Ma Adalgisa rifiuta e promette a Norma che metterà le cose a posto e che la farò tornare con Pollione.

Intanto, i Druidi stanno cercando un modo di ribellarsi a Roma. Norma non vuole che essi si rivoltino, ma quando viene a sapere che nonostante Adalgisa abbia parlato con Pollione questo colloquio non ha avuto effetti, adirata, decide di dichiarare guerra a Roma.

Per la guerra, bisogna sacrificare una vittima: mentre Norma sta per pronunciarne il nome, arriva la notizia che Pollione è stato catturato dai Druidi. Norma rimane sola con il prigioniero: ella propone a Pollione la libertà, se lascia andare Adalgisa, che stava portando via con sé. Dato che lui rifiuta, Norma convoca tutti i druidi e dice loro che la vittima è la sacerdotessa che ha tradito la patria. Ma prima di pronunciare il nome di Adalgisa, si rende conto che anche sè stessa, come la ragazza, ha tradito i voti. Così pronuncia il suo nome. Pollione chiede di morire con Norma, mentre Norma confida segretamente al padre di essere madre di due figli e dice loro di fuggire lontano dalla guerra, a Roma. L’opera si chiude con Norma che sale sul rogo con Pollione.
La prima assoluta venne data al Teatro della Scala di Milano, nel 1831, in questo modo inaugurando la stagione di Carnevale e Quaresima del 1832.

L’opera Norma è destinata ben presto a diventare una delle dieci più famose di Bellini. Tuttavia, nonostante oggi ricordiamo quest’opera come un indiscusso capolavoro, la Norma alla sua prima fu un fiasco clamoroso. Questo fiasco fu principalmente dovuto al fatto che a Milano i critici erano sostanzialmente avversi sia a Bellini che all’allora soprano della Norma, la primadonna Giuditta Pasta. Inoltre l’opera apparve un po’ troppo severa e senza il concertato, che avrebbe dovuto chiudere il primo dei due atti: la novità inaspettata lasciò spiazzati i milanesi.