Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” di Palermo

Il Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” consiste in un istituto superiore di studi musicali, fondato a Palermo nel 1618 e che è stato intitolato ad uno dei maggiori compositori italiani del 1800, Vincenzo Bellini, di Catania.

Oggi il Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” è un istituto di alta formazione artistica, musicale e coreutica, come ricorda l’acronimo AFAM.

Questo istituto affonda le sue radici in tempi lontani: venne istituito fra il 1617 ed il 1618 nella Chiesa della Santissima Annunziata, che si trova presso la porta San Giorgio a Palermo. Inizialmente nasce come orfanotrofio intitolato ‘al Buon Pastore’.

In quell’anno l’istituto venne edificato per  su desideri di Conte De Castro, che all’epoca era vicerè.

Scopo della struttura era quello di provvedere all’educazione dei bambini orfani ed abbandonati e di quelli che vivevano per la strada, secondo i propositi dell’antica Compagnia di San Dionigi Aeropagita.

I bambini vivevano in condizioni di povertà, e quindi spesso per sopravvivere dovevano chiedere l’elemosina: per cercare di farlo al meglio, spesso intonavano canti e recitavano salmi.

A questo scopo, i bambini venivano educati (soprattutto coloro che dimostravano di avere delle doti vocali di un certo tipo) al canto ed alla cadenza musicale. Dalla fine del XVI secolo venivano chiamati degli esperti per istruire i ragazzi più dotati, che poi cantavano durante le funzioni religiose.

Pian piano, si cominciò a istituire una istruzione al canto più razionale e più approfondita, e man mano vennero chiamati degli esperti che potessero insegnare ai ragazzi il canto e alcuni strumenti.

Fu solamente un secolo più tardi, secondo le memorie nel 1721, che all’interno dell’Istituto iniziò ad essere eseguito come unico insegnamento quello musicale.

Don Giuseppe Biondo fu il primo maestro di cappella ad essere chiamato nella scuola, ad insegnare il violino. Negli anni seguenti al Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” vennero chiamati anche altri esperti per insegnare l’uso di altri strumenti come l’oboe ed il contrabbasso.

Fu il Barone Pietro Pisani, un letterato ed archeologo, ad istituire un teatro dentro il Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” e a prodigarsi per il perfezionamento dell’insegnamento artistico all’interno della scuola.

Dopo Pisani, successe un abile compositore, Pietro Raimondi, che fu direttore del teatro Carolino e professore di contrappunto nel Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” fino al 1852.

Sotto la direzione il conservatorio era diventato un collegio di musica.

Caduto il governo dei Borboni, la Sicilia entra a far parte dl Regno d’Italia e quindi la struttura passa sotto l’egida dello Stato.

Nel 1862, fu assunto Pietro Platania, che fece studiare ai ragazzi i principali compositori stranieri.

Man mano venne aperta anche una scuola esterna di canto per uomini, qualche anno più tardi anche una per le donne.

Scampando alla chiusura verso la fine del 1800, il Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” conobbe un periodo di splendore e la denominazione al compositore Bellini fra il 1895 ed il 1915. Oggi la scuola è parte del sistema universitario di Alta formazione, artistica, musicale e coreutica (Afam).