Tricopigmentazione, come si sceglie il disegno? La parola agli esperti

Ci sono delle soluzioni innovative per nascondere la stempiatura maschile e femminile, ma nella tricopigmentazione chi sceglie il disegno e come si fa? L’attaccatura naturale dei capelli è importante e quando si manifesta un diradamento degli stessi, si crea un effetto estetico imbarazzante.

Le soluzioni innovative permettono di andare a lavorare sulla zona di interesse, coprendo in maniera del tutto naturale le mancanze. Per fare questo si crea un disegno dell’attaccatura dei capelli che è la fase preliminare – fondamentale – della tricopigmentazione.

L’hairline è un processo che richiede attenzione e una qualità tecnica che si impiega in tutto lo scalpo. Ma vediamo insieme tutto quello che bisogna sapere.

Disegno dell’attaccatura frontale: come si sceglie

Nel momento in cui ci si scontra con il diradamento dei capelli, oggi le soluzioni per garantire un impatto estetico gradevole sono tantissime. La tricopigementazione viene eseguita solo da professionisti del settore in ambienti certificati: gli stessi valuteranno la condizione dei soggetti interessati per poi proporre il disegno più adatto alle esigenze.

Il cliente, in linea generale, chiede sempre una attaccatura marcata ed evidente così da coprire tutta la parte mancante. Ma non si tratta di un disegno fatto con un pennarello e sarà lo stesso esperto a disegnare l’hairline adatto al viso e al livello di stempiatura.

Coprire tutto senza naturalezza non è mai la strada corretta:

  • L’attaccatura dei capelli perfetta non esiste, per questo viene scelta in base alla morfologia del viso – etnia ed età
  • Non si opta mai per una attaccatura marcata, con margini e linee nette molto abbondanti ma qualcosa di naturale che può essere nel tempo armonizzata.

Chi effettua un buon lavoro di tricopigmentazione realizza un disegno realistico, naturale con un effetto tale che nessuno mai si immaginerà che ci sia una stempiatura “coperta”.

Tricopgmentazione: la parola agli esperti

Gli esperti svolgeranno un primo lavoro teorico che si basa principalmente sul comprendere la necessità, effettuare il disegno e rispondere al paziente su eventuali controindicazioni, come da approfondimento su questo sito.

Il consiglio è quello di mantenere sempre un minimo di stempiatura che cambia a seconda dell’età del soggetto. Poi si valuta anche l’etnia e il colore della pelle andando a variare il colore del pigmento al fine che sia il più naturale possibile.

Per quanto riguarda la curva, i professionisti del settore optano per una curva a “campana” e mai una V netta. Tra i vantaggi di questa soluzione il fatto che nel tempo si possa modificare il disegno, correggendolo anche man mano che l’età avanza.  Si consiglia inoltre di prendere confidenza con il primo look creato e, magari, chiedere all’esperto di variare la linea ma solo quando le idee saranno più chiare.

Si noterà una sfumatura lungo i margini proprio per evitare i tagli netti, come anticipato. Una tecnica possibile grazie alla pigmentazione non intensa, rendendo la zona parietale molto interessante: l’effetto finale sarà  soddisfacente ed esteticamente positivo.

È una soluzione adatta a tutte le persone? La risposta è positiva ma è bene sempre avere un primo colloquio con un professionista del settore, così da avere tutte le idee ben chiare.