Porte tagliafuoco, sono obbligatorie per tutte le aziende?

In una azienda devono essere predisposti tutti gli strumenti necessari al fine di salvaguardare persone e cose, da un possibile incendio. Nel momento in cui le fiamme si propagano lungo i vari spazi, macchinari e soluzioni antincendio entrano in funzione così da aiutare le persone a non restare intrappolate all’interno dell’edificio.

Oltre al responsabile per la sicurezza e i collaboratori preposti a gestire i vari passaggi in caso di incendio, bisogna prevedere l’installazione delle porte tagliafuoco. A cosa servono? Sono obbligatorie per legge? Facciamo chiarezza.

Come funziona una porta tagliafuoco?

La porta tagliafuoco è uno strumento studiato e progettato per avere una alta resistenza al calore. Il suo obiettivo principale è quello di eliminare la fonte di alimentazione del fuoco: chiudendosi, imprigiona le fiamme all’interno di uno spazio limitato sino a lasciarle senza ossigeno. Questa protezione passiva è di grande aiuto nelle circostanze di alto pericolo e costituita da materiali in vetro, acciaio, gesso o altro che possa resistere alle alte temperature.

Le porte antincendio, tra i tanti compiti che possono espletare, bloccano la diffusione di fiamme e fumo tra i vari ambienti dell’edificio interessato e quelli vicini. Perché siano a norma di legge e costituite da dettagli ideali per la propria azienda, ci si deve rivolgere a soli esperti del settore come da approfondimento che si può leggere in questa pagina.

È obbligatorio installare una porta tagliafuoco?

Nonostante siano un mezzo di sicurezza per tutte le aziende, pubbliche e private, moltissime persone si chiedono se siano obbligatorie o meno. Nella maggior parte dei casi la loro collocazione è all’interno di edifici pubblici per garantire la massima sicurezza a tutte le persone che entrano ed escono durante l’orario di apertura.

Le normative attuali obbligano l’installazione di almeno una porta tagliafuoco se l’edificio è di carattere pubblico (pensato per accogliere le persone). Nelle strutture private trovano ugualmente impiego per proteggere magazzini o spazi dove sono presenti i materiali infiammabili.

La legge italiana prevede alcuni casi specifici, ove sia necessario installare questa tipologia di porte a seguito nulla osta rilasciato dopo controllo da parte dei Vigili del Fuoco.  Un esempio? Possono essere previste anche in ambito residenziale per dividere e chiudere il garage.

Normativa italiana sulle porte tagliafuoco

Come accennato, ci sono delle normative italiane studiate appositamente per regolare uso e installazione delle porte tagliafuoco. Questo è un sistema ideato per contrastare la corsa delle fiamme e del fumo, eliminando l’ossigeno che alimenta la loro ira.

La normativa specifica che queste devono:

  • Dividere tutti gli ambienti per impedire il passaggio di gas e fuoco da un ambiente all’altro;
  • Deve essere costituita da materiale adatto all’isolamento termico;
  • Consentire durante l’incendio la fuga delle persone che sono rimaste intrappolate nell’ambiente pericoloso senza attivare alcun blocco (aprendosi come una porta normale);
  • Dopo l’apertura, in ogni situazione, la porta deve chiudersi in automatico da qualsiasi posizione e rapidamente.

Le porte tagliafuoco devono essere installate da sole aziende certificate, come accennato sopra, nonché controllate e manutenute continuamente (così da continuare a svolgere il loro lavorio primario).