Le capsule caffè: l’impatto ambientale

La moka è stata la prima vera macchina per il caffè espresso e, negli anni, ha lasciato sempre maggiore spazio all’utilizzo delle macchine caffè e delle relative capsule. Migliaia di italiani hanno scelto di acquistare macchine del caffè create appositamente per l’utilizzo di capsule e di cialde, estremamente comode per chi ha poco tempo (o poca voglia) di preparare il caffè con la tradizionale moka per espresso.

Un successo planetario con pareri discordanti

La capsula sin dal suo ingresso nel mercato ha fatto centro, incrementando le vendite progressivamente nel tempo: essa è riuscita a rendere felici molti consumatori guadagnandosi il paragone del “caffè del bar fatto in casa”. La capsula caffè, però, è stata al centro di alcune discussioni in cui sono emerse le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori sull’impatto ambientale creato. Un allarme finito sotto inchiesta che ha destato molte preoccupazioni nei confronti di chi apprezza il caffè in capsula e delle numerose torrefazioni. Sono molte le tipologie di capsule caffè che non rientrano nella differenziata e che purtroppo finiscono nelle discariche e negli inceneritori, creando non pochi danni all’ambiente.
La causa di ciò è il miscuglio di alluminio e plastica con le quali vengono realizzate e che, ad oggi, non può essere riciclato. In aggiunta, nelle capsule spesso rimangono ancorati i residui di caffè, i quali fanno fatica a essere smaltiti. Un dato ecologicamente “allarmante” è che che ogni anno nel mondo ne vengono vendute più di 10 miliardi (una vera conquista a livello planetario) dunque, un numero molto elevato che causa un numero elevato di rifiuti. Dati preoccupanti per molte amministrazioni che hanno cercato di porre presto rimedio, per esempio sponsorizzando l’utilizzo delle capsule compostabili, smaltibili completamente nell’organico.

Le capsule e il loro reale problema

Il caffè, spesso definito come oro verde, ha un giro d’affari a livello mondiale talmente vasto che ogni anno la sua produzione si colloca ai primi posti insieme a petrolio e acciaio. Essendo un alimento che viene esportato, nel mondo genera più di 25 milioni di posti lavoro. Un vero e proprio settore che non conosce e crisi e che è destinato ancora a salire. In Italia il numero delle famiglie che passa ogni anno dal caffè con la moka al caffè con le capsule sale sempre di più. In due anni è raddoppiato e, conseguentemente, si è diffuso molto l’acquisto di cialde e di capsule online. Purtroppo, però, molte persone che fanno uso di questi prodotti con molta frequenza sono inconsapevoli del fatto che, oltre a bere un caffè buonissimo, contribuiscono ad inquinare tutto ciò che li circonda.
Dividendo la plastica dall’alluminio ed eliminando i residui di caffè è possibile riciclare le capsule ma ben poche persone si dedicano a questo gesto. Ci si è, dunque, accorti del grande impatto ambientale di queste capsule, sicuramente poco considerato al momento dell’immissione sul mercato: quasi nessuno, infatti, in passato ha pensato alle gravi conseguenze dello smaltimento rifiuti. Qualche anno fa, in alcuni paesi come Amburgo, si è arrivati a vietare l’uso di macchine per il caffè con le capsule perchè altamente pericolose per l’ambiente.

Le soluzioni eco sostenibili per le capsule caffè

Le alternative per evitare un grave impatto ambientale che queste capsule di caffè causano hanno iniziato a essere presenti da qualche anno nonostante numerose difficoltà a causa dell’integrazione tra imballaggio e qualità del caffè. Infatti non è stato semplice mantenere inalterata la qualità del caffè nonostante un imballaggio creato appositamente per un basso impatto ambientale. Uno dei brand maggiormente sensibile al tema ambientale è stato Caffè Vergnano che nel 2015 ha proposto le capsule compostabili, certificata Ok Compost, realizzate solo ed esclusivamente con materiali biodegradabili al 100% smaltibili direttamente nell’umido senza necessariamente separare il caffè dal suo involucro. Un deciso passo in avanti che ha convinto altri marchi noti a fare la stessa cosa. Alcune torrefazioni stanno utilizzando una capsula fatta solo di fibre vegetali. È quindi una battaglia sul mercato ma dai risvolti assolutamente positivi: per rimanere sulla vetta del successo è stato, dunque, necessario creare la giusta formula qualità/prezzo. La Commissione Europea, contenta di questa rivoluzione delle capsule (finalmente biodegradabili), ha cambiato dunque le direttive dello smaltimento rifiuti.
Un mercato, quello delle capsule, che ha giovato tutti i più noti brand mondiali e che ha portato sempre maggiori investimenti con l’obiettivo avere capsule biodegradabili e riciclabili di qualità sempre maggiori. Dall’altra parte ci sono aziende che non hanno intenzione di eliminare l’alluminio perchè sembra che aiuti a mantenere intatta la freschezza del caffè. Nulla è ancora risolto completamente.

Il piacere del caffè in capsula non si toglie

La comodità della capsula è insostituibile, se a ciò si aggiunge anche un’alta qualità del caffè, ci si tende a dimenticare la cara vecchia moka. Risulta, però, ancora esserci poca responsabilità da parte delle industrie nei confronti dell’ambiente e non sono da escludere nuovi colpi di scena. Grazie alla qualità del caffè, che ormai anche a casa è diventato come il caffè del bar, tutti gli appassionati del caffè espresso realizzato con le capsule possono davvero dormire sonni tranquilli.
Di anno in anno aumentano le vendite, i numeri sono considerevoli e le aziende continuano a investire in soluzioni del tutto eco-sostenibili mantenendo intatto il piacere del caffè.
Il consiglio, dunque, è quello di scegliere la miscela migliore senza tralasciare l’impatto ambientale che, se trascurato, è davvero notevole. L’evoluzione è in continuo fermento e con le moderne tecnologie ci saranno sempre materiali nuovi eco-sostenibili, con delle variazioni sul costo più o meno incisive.
Ma come non tenere conto della soddisfazione di bere un ottimo caffè con la consapevolezza di aiutare a mantenere pulito il nostro amato pianeta?